Intercultura - Integrazione alunni stranieri

Intercultura - Integrazione alunni stranieri

Referente: prof.ssa Manuela Barbaro

Corsi di Alfabetizzazione: attività integrativa extracurriculare

L'alfabetizzazione è condotta sullo sfondo dell’intercultura, perché lo studio della lingua non è solo imparare un lessico e alcune strutture morfo-sintattiche, ma è anche strutturazione del pensiero e conoscenza approfondita di come un popolo vede la realtà.

L’alfabetizzazione non è un diritto riservato solo agli studenti delle classi prime del nostro istituto, ma a tutti gli studenti stranieri, anche a quelli del triennio.

Nello stabilire gli obiettivi finali si è tenuto conto della disomogeneità culturale e delle differenze per quanto riguarda le competenze linguistiche e le abilità cognitive di ciascuno. I risultati conseguiti dagli allievi saranno presentati dagli insegnanti di L2 ai docenti delle classi di appartenenza .

Obiettivi generali (minimi)

  • Possesso della lingua italiana nei suoi aspetti fonologici, morfosintattici e lessicali di base.
  • Possesso del lessico disciplinare fondamentale e delle abilità operative in campo logico,   matematico, tecnico e scientifico.
  • Possesso di abilità linguistiche essenziali legate alla comunicazione informale.

Obiettivi disciplinari specifici

Ambito linguistico (italiano L2):

  • Acquisizione della capacità di ascoltare discorsi parlati e scritti:
  • Acquisizione della capacità di parlare con pronuncia comprensibile, utilizzando le parole memorizzate
  • Acquisizione della capacità di leggere parole ed enunciati semplici:
  • Acquisizione della capacità di scrivere in modo corretto:

Linguaggio specifico: Ambito economico:

  • Acquisizione della capacità di utilizzare un linguaggio tecnico-scientifico appropriato per lo studio.

Area 0 -  insegnamento individualizzato  per allievi appena entrati in Italia): sviluppo di abilità linguistiche di base.

Gli studenti escono dall’aula per frequentare il corso nelle ore curriculari

Area 1 - "comunicazione": sviluppo di abilità linguistiche legate alle competenze comunicative  di base, con particolare enfasi sull'interazione orale.

Area 2 - "italiano": sviluppo di abilità linguistiche legate ai contenuti delle materie umanistiche, con particolare enfasi sulla lingua italiana (abilità di lettura e scrittura, abilità metalinguistiche)

Area 3 - "giuridico-economica": sviluppo di abilità linguistiche legate alle materie quali diritto ed economia aziendale

Educazione interculturale: attività/laboratori integrativi curriculari

Tale didattica si assume il compito di mettere in contatto e comunicazione coloro che appartengono ad origini tra loro lontane. Il presupposto metodologico è conoscere qualcosa di più del mondo da cui gli altri provengono e, contemporaneamente, farsi conoscere meglio.

Come affermato nella C.M. n°73 del marzo '94, l'ed. interculturale non è uno "specialismo", una disciplina aggiuntiva che si colloca in un momento prestabilito e definito dell'orario scolastico, ma è un approccio per rivedere i curricoli formativi, gli stili comunicativi, la gestione delle differenze, delle identità, dei bisogni di apprendimento.

Finalità

  • Favorire la conoscenza, attraverso l'uso di materiali che mettano a confronto analogie e differenze di aspetti culturali di altri Paesi;
  • Acquisire consapevolezza dell'esistenza e pari dignità di tante culture;
  • Superare attraverso la conoscenza, stereotipi e pregiudizi rispetto alle culture altre.

Obiettivi cognitivi e relazionali:

  • l'integrazione, poiché realizza dispositivi di accoglienza e fa conoscere altri aspetti culturali
  • l'Interazione, poiché porta alla scoperta delle differenze e delle analogie tra individui e gruppi e al riconoscimento di punti di vista diversi, attraverso il confronto, provoca l'analisi e la decostruzione degli stereotipi e di pregiudizi, considera il processo d'incontro e di "rimescolamento" come il terreno privilegiato dell'intervento educativo la relazione, poiché attraverso l'incontro e lo scambio facilita e promuove i processi di cambiamento e scambio reciproco, sostiene la gestione dei conflitti e la negoziazione, è attenta alla dimensione affettiva, allo "star bene insieme e con le proprie differenze"
  • il decentramento, poiché attraverso il riconoscimento dei diversi punti di vista, aiuta a mettersi nei panni degli altri, permette di dare significato e di contestualizzare fatti e comportamenti nostri e altrui, aiuta a conoscere se stessi e a conoscere gli altri

Laboratorio “Differenti contro l'indifferenza” (CARITAS)

“E’ più facile disintegrare un atomo che un pregiudizio” A. Einstein

Attraverso un’introduzione sull’educazione alla pace si cercherà di sottolineare l’importanza della gestione non violenta dei conflitti e delle idee che sono alla basre della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, documento che sancisce e stabilisce la parità dei diritti.

Si cercherà di avere un panorama sul fenomeno dell’immigrazione, cercando di indagare il vissuto culturale ed emozionale di chi migra

La durata del laboratorio sarà di 2 ore scolastiche consecutive.

Destinatari: classi PRIME

Obiettivi:

  • Stimolare nei ragazzi una riflessione sul concetto di pregiudizio, facendo emergere gli stereotipi che influiscono sulla nostra percezione dell’altro;
  • Sperimentare, attraverso esercizi di decentramento, cosa significa essere vittime di stereotipi o pregiudizi;
  • Riflettere sulla costruzione del pregiudizio e sull’influenza dei mass-media;
  • Individuare le fragilità del nostro territorio e informare riguardo ai numeri aggiornati e alle caratteristiche delle fasce deboli della popolazione, con particolare attenzione alle nuove e vecchie povertà.

Tempi: un incontro da 2 ore scolastiche.

Modalità: gioco di ruolo, lavori di gruppo, dibattito, lettura di articoli.

 

Laboratorio “Intrecci” (CARITAS)

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” M. Proust

Destinatari: classi SECONDE

Obiettivi:

  • Riflettere insieme sulla costruzione dell’identità culturale di ogni persona e sull’innegabile difficoltà che l’incontro quotidiano fra diversità culturali comporta;
  • Fornire alcuni stimoli per la rielaborazione di ciò che ci accade quando ci confrontiamo con culture diverse;
  • Analizzare insieme le parole multicultura e intercultura, riconoscerne la diversità e saperle riportare al proprio quotidiano;
  • Riflettere sull’importanza di darsi il tempo per conoscere l’altro, nella sospensione di giudizio, per abbattere i pregiudizi e per restituire unicità all’individuo, senza considerare lo straniero una ripetizione in serie della medesima cultura.

Tempi: un incontro da 2 ore scolastiche

Modalità: gioco di ruolo, lavori di gruppo, dibattito, lettura di articoli.

 

Attività:   incontro su “Lampedusa, l’isola degli sbarchi”: testimonianza di Dayla Briganti 

Il progetto, in collaborazione con Roberta Della Sala della Caritas Diocesana di Carpi, è nato dall’esigenza  di sviluppare le motivazioni e l’interesse sulla tematica dell’immigrazione attraverso l’incontro con una testimone.

La prima parte dell’intervento prevede la visione del  documentario "Lontano dagli occhi" di Iannaccone e Cambi . Il documentario racconta l’odissea dei migranti al largo delle coste dell’isola, dove il 3 ottobre 2013 un naufragio ha provocato 366 morti accertati e 20 dispersi presunti.

 Lontano dagli occhi mostra una realtà dura da accettare per molti, e cioè che nessuno lascerebbe il proprio Paese, affrontando viaggi perigliosissimi, se non fosse costretto. Il senso del documentario sembra  tutto racchiuso nelle parole del grande Camilleri, voce narrante del documentario: <>. 
 
A seguire l’intervento di Dayla Briganti, la responsabile della accoglienza profughi della Caritas di Fidenza,  che racconterà la sua esperienza a Lampedusa agli studenti.
 
 
Attività sportiva: Il cricket 

Finalità

Proseguendo una attività intrapresa con grande entusiasmo ldue anni fa, ottenendo ottimi risultati, si precisano ulteriormente le finalità del progetto anche nel corrente anno scolastico e si ribadisce che il grande valore educativo dei giochi sportivi di squadra è notevole e indiscusso, a seguito della sua positiva azione multilaterale sulla personalità dell’uomo in generale e su quella dei giovani, in particolare. Tra i compiti fondamentali dell’istituzione scolastica vi è quindi la necessità di progettare percorsi alternativi di apprendimento che facilitino il processo di integrazione scolastica, relazionale oltre che cognitiva di tutti gli alunni di qualsiasi nazionalità ed identità culturale di provenienza.

Il CRICKET , nato almeno nella sua forma moderna in Inghilterra, dopo la II Guerra Mondiale ha conosciuto una sorta di globalizzazione, diffondendosi rapidamente oltre che nei paesi del Commonwealth , in alcuni paesi asiatici ( India, Pakistan, Bangladesh, Srilanka), in Australia e Nuova Zelanda, Sudafrica, Zimbawe, Carabi e America.

Il cricket quindi, per la sua notevole espansione, per la ricchezza di regole condivise e non ultimo per la praticabilità “all’aria aperta”, risulta essere uno sport di squadra che ben veicola principi di integrazione e intercultura.

Obiettivi

  • Sviluppo dello spirito collettivo: spirito di collaborazione e aiuto reciproco
  • Sviluppo della disciplina cosciente e liberamente accettata: rispetto delle regole del gioco, dell’arbitraggio, delle disciplina tattica
  • Sviluppo dell’iniziativa durante il gioco, della sana competizione, della volontà necessaria per superare le difficoltà e raggiungere insieme un risultato
  • Sviluppo e potenziamento della lateralità e della coordinazione oculo-manuale
  • Sviluppo della strutturazione spazio-temporale in riferimento anche al ritmo e al tempo del gioco: rapporto cronologico e spaziale delle azioni tecnico-tattiche individuali e collettive sia nelle fasi di attacco sia nelle fasi di difesa
  • Sviluppo del pensiero pratico: le conclusioni non restano allo stato contemplativo, ma si trasformano in azione.

Modalità organizzative

Docenti di Educazione Fisica: Torrisi Antonino e Carnevali Laura

Alunni coinvolti: si prevede la partecipazione di circa 30-35 alunni, con la prospettiva di coinvolgere anche la componente femminile della scuola.

Tempi di attuazione

Il progetto richiede: N° 20 ore didattiche per ciascun docente e suddivise in sedute di allenamento con cadenza settimanale o bisettimanale della durata di 2-3 h.

Luoghi: Palestra scolastica, pista di atletica, campo di allenamento “Polisportiva Patria”

Metodologie

  • Lavoro individualizzato
  • Lavoro di gruppo
  • Circle time

Risorse

Si prevede di utilizzare le risorse messe a disposizione lo scorso anno che hanno consentito l’acquisto del materiale sportivo specifico.

Valutazione

  • Rilevazione del grado di abilità e competenze raggiunte
  • Rilevazione del grado di impegno e dello sforzo profuso in relazione al conseguimento di un risultato
  • Progressi registrati sul piano relazionale e comportamentale
  • Livelli di maturazione e autostima conseguiti

Si prevede, in continuità rispetto all’anno precedente, la realizzazione di un mini torneo sia interno, sia rivolto agli altri istituti scolastici del distretto.

 

Laboratorio “Progetto TED–TV e Progetto Intercultura ”

di  Alessandra Gasparini

La classe 4°H , nell’ambito del Progetto Ted Tv, trasmetterà le proprie competenze cinematografiche alla classe 2°H nel corso del mese di novembre 2016. Le due classi collaboreranno successivamente alla realizzazione di un cortometraggio sul tema :”Immigrati di seconda generazione”. L’idea della 4°H e della responsabile del progetto è di cogliere, attraverso interviste mirate ed eventuali brevi momenti di fiction, una parte significativa dei molteplici aspetti di quella che oggi gli studiosi del fenomeno definiscono   “metissàge”, ibridazione culturale. Parleremo della condizione di chi, nato in Italia da genitori stranieri o giunto qui in età infantile, condivide  o subisce due diversi stili di vita, modi di essere e d’interpretare i ruoli all’interno della famiglia, della scuola, della religione, della società...Chiederemo ad un gruppo di adolescenti e giovani di raccontarci le loro abitudini quotidiane,  il loro inserimento nella società italiana, le difficoltà nell’attuarlo, ma soprattutto la relazione con il paese di origine, il loro punto di vista sulla possibilità di costruire un ponte tra differenti culture e tradizioni.
Visione del documentario a fine anno scolastico