Al Meucci l’italiano L2 diventa esperienza: un progetto innovativo per l’inclusione


All’IIS “A. Meucci” di Carpi l’apprendimento dell’italiano come seconda lingua supera il modello tradizionale e si trasforma in un percorso innovativo che unisce lingua, orientamento, arte, scienza e conoscenza del territorio. Rivolto agli studenti stranieri del triennio, il progetto punta a sviluppare non solo competenze linguistiche, ma anche strumenti concreti per l’integrazione scolastica, sociale e professionale, contribuendo a contrastare il rischio di dispersione scolastica.

Elemento distintivo dell’iniziativa è l’approccio esperienziale: la lingua viene appresa attraverso attività reali, laboratori, uscite didattiche e percorsi interdisciplinari che permettono agli studenti di utilizzare l’italiano in contesti autentici e significativi.

Il progetto è coordinato dai docenti Sandro Dima, Rosa Platania ed Enza Cubelli, che hanno ideato e sviluppato un percorso L2 flessibile e innovativo, capace di valorizzare le esperienze personali degli studenti e di collegare l’apprendimento linguistico alle competenze richieste dalla scuola e dal mondo del lavoro. Grazie al loro lavoro, l’italiano L2 diventa uno strumento di cittadinanza attiva, orientamento e crescita personale. Tra le attività più significative figurano le visite alle Gallerie Estensi, al Planetario di Modena e al Palazzo Ducale di Mantova. Attraverso schede guidate, diari di bordo e attività laboratoriali, gli studenti hanno sviluppato competenze linguistiche, descrittive e interpretative, confrontandosi con opere d’arte, temi scientifici e patrimoni culturali diversi. Particolarmente innovativa è stata l’esperienza “Un’opera in 1000 parole”, che ha utilizzato metodologie ludico-didattiche per rafforzare lessico, capacità espressive e comprensione del patrimonio artistico. Le attività hanno inoltre favorito il dialogo interculturale, permettendo agli studenti di riconoscere nelle opere e negli oggetti esposti elementi delle proprie culture di origine.

L’esperienza del Meucci dimostra come l’inclusione linguistica sia più efficace quando la lingua viene vissuta e sperimentata sul campo. Quando gli studenti analizzano la Sala di Troia di Giulio Romano, partecipano ai giochi linguistici di “Un’opera in 1000 parole” o scoprono che popoli diversi leggono lo stesso cielo attribuendo nomi differenti alle costellazioni, non stanno soltanto imparando una nuova lingua: stanno costruendo un ponte tra il proprio passato e il futuro nel Paese in cui vivono. È questa la forza innovativa del progetto: trasformare l’apprendimento dell’italiano in un’esperienza di inclusione, crescita e cittadinanza attiva.